Ore 22.40 di sabato 22 dicembre, Torino Nord, nella zona dell'Iveco, il clan, grazie all'idea dei capi, ha vissuto un'esperienza particolare con gli "Amici di Lazzaro".
Dopo essere arrivati in quella zona accendiamo un fuoco e dopo un po' iniziano ad arrivare attorno al fuoco anche delle prostitute. Sì, siamo qui per loro, per fargli gli auguri di Natale, per fargli vivere un Natale più umano a loro, donne emigrate dal loro Paese nella speranza di avere una vita migliore nel nostro Paese ma che in seguito sono finite sul marciapiede di una strada per soddisfare le voglie dei clienti.
Mentre siamo con loro, ad un certo punto iniziano a cantare e subito l'atmosfera si scalda, il ritmo africano che scorre in loro emerge e contagia anche noi. Dopo un po' iniziano a pregare, con gli occhi chiusi proiettati verso una dimensione non terrena e mormorando una preghiera direttamente dal cuore. Riesco a sentire una di queste preghiere: “Thank you Lord for my life!” (“Grazie Signore per la mia vita!”).
Sono rimasto senza parole. Com'è possibile che una persona in quelle condizioni riesca a trovare la forza per pregare, per dialogare con Dio e sopratutto ringraziarlo per la propria vita?!? Personalmente sono stato colpito da questo e subito dopo da lì si sono innescate altre riflessioni, che mi ha fatto comprendere meglio questa frase del Vangelo: “Le prostitute e i pubblicani vi precederanno nel Regno dei Cieli...” Ho capito che quelle donne hanno nella loro semplicità e nella dolorosa situazione una Fede più grande della mia (ma non so come fanno ad avercela), ed io, che teoricamente sto meglio, non ce l'ho una Fede così; ho capito perché loro faranno meno fatica di me ad entrare nel Regno dei Cieli.
E tu, che cosa ne pensi delle prostitute? Hai la Fede dei farisei o quella delle prostitute e dei pubblicani?